Aborto

Leggo sul Corriere l’intervista al Primario di Ginecologia del San Carlo di Milano, Mario Buscaglia un ginecologo che esegue aborti dall’entrata in funzione della legge 194 e che continua a eseguirli (due medici su tre sono obiettori) anche se potrebbe tranquillamente lasciare ai più giovani l’esecuzione di un intervento tecnicamente molto semplice.  «Davanti agli scrupoli di coscienza torno agli Anni ‘70, quando l’aborto clandestino era la terza causa di morte» . «Dagli aborti con la pinza ad anelli a quelli con il metodo karman, ogni volta è stato un dramma interiore. E lo è ancora, anche e soprattutto, perché tra i giovani medici milanesi cresce il rifiuto di eseguire le interruzioni di gravidanza — racconta Buscaglia —. Ma davanti agli scrupoli di coscienza la mia testa ritorna sempre indietro agli Anni Settanta. Alle immagini delle donne che arrivavano in ospedale con l’intestino estirpato dalle mammane durante gli interventi clandestini. Ogni volta ritrovo la forza per andare avanti» dopo la morte dei ginecologi Giorgio Pardi e Umberto Nicolini, entrambi scomparsi di recente, il medico è considerato l’ultimo testimone della storica battaglia a difesa della libertà di scelta delle donne.

17 Risposte a “Aborto”


  1. 1 ale Gennaio 16, 2008 alle 6:44 pm

    ottimo post… è incredibile che nell’italia del terzo millenio vi siano regioni dove l’obiezione di coscienza tocca punte del 98% !
    E’ proprio vero che dobbiamo sempre ripensare al passato per trarre forza e non tornare indietro.

    unsaluto
    ale

  2. 2 Riccardo Gennaio 16, 2008 alle 7:43 pm

    Sinceramente non sono di pensiero cattolico, però guardo con sospetto all’aborto, non tanto come carenza della persona, ma come incapacità della nostra società di garantire la vita. C’è da chiedersi quale è il confine fra la libertà delle donne e quella di chi è prossimo alla nascita, se questo confine possono essere le labbra interne o quelle esterne, oppure se il diritto alla vita è qualcosa che si acquista con un procedimento simile allo scalone, fino ai tre mesi no, poi si. Non siamo più negli anni 70, adesso i contraccettivi esistono, e sono alla portata di chiunque, non sono più eccessivamente invasivi nel rapporto e quindi c’è la possibilità con la giusta attenzione di evitare il trauma. Speriamo che con l’avvento del pillolo, cada anche l’ultimo piedistallo in materia dell’emancipazione femminile, e non ci siano più scusanti per coloro, a cui è stato fornito il mezzo, che hanno calpestato con la loro non curanza il diritto a nascere.

  3. 3 emmyfinegold Gennaio 16, 2008 alle 10:21 pm

    Il terzo mese coincide con il passaggio dall’embrione al feto ovvero si ha la fine della differenziazione delle cellule ossia da cellule che possono differenziarsi in qualsiasi tessuto cute, ossa, ecc si passa a cellule primitive di un determinato tessuto, occorrerà aspettare l’ultima parte della vita fetale per lo sviluppo degli emisferi cerebrali. In realtà la faccenda è molto più complessa, questo in estrema sintesi. Sono d’accordo che la contraccezione sia importantissima e trovo illogica la proibizione da parte della Chiesa dell’uso del preservativo.

  4. 4 emmyfinegold Gennaio 16, 2008 alle 10:48 pm

    Grazie ale, si continuare ad essere coerenti a volte è difficile.

  5. 5 Riccardo Gennaio 17, 2008 alle 11:35 am

    Emmy, le so queste cose, conosco anche i processi di maturazione del sistema nervoso che non si concludono nemmeno con il parto. Personalmente la questione polemica era limitata al fatto che embrione, feto sono semplicemente terminologie scientifiche di un salto che non è a stadi, ma continuo per tutto il processo di gestazione. La dicotomia che proponi feto/embrione, è soltanto un escamotage ideologico per posticipare la nascita della vita che è nel momento di congiuzione del patrimonio genetico fra gameti maschili e femminili. Solo in quel momento si nota un salto vero, fra non vita e vita, fra possibilità di essere e possibilità di non essere.

    Lasciala stare la chiesa, pensa da persona laica…

  6. 6 Vaaal Gennaio 17, 2008 alle 12:15 pm

    Dunque non voglio fare pubblicità, ma c’è un sito che potrebbe interessarvi: è l’associazione Luca Coscioni “Manuale di autodifesa dal proibizionismo sulla salute”. Per rimanere in topic, tra le altre cose una categoria è dedicata a “Come procurarsi la pillola del giorno dopo e denunciare i medici e i farmacisti che si rifiutano di prescriverla e di venderla”.
    Il sito è http://www.lucacoscioni.it/soccorso_civile

    Non mi pagano per dirlo : )

    Questo è un ottimo blog, lo seguirò volentieri.

  7. 7 emmyfinegold Gennaio 17, 2008 alle 1:39 pm

    Federico, ovviamente la divisione tra embrione e feto è unicamente come dire didattica. Quanto a vita e non vita anche uno spermatozoo è un organismo vivente, con il suo DNA, il suo metabolismo e il suo ciclo vitale.

    Grazie Vaaal!

  8. 8 Riccardo Gennaio 17, 2008 alle 2:08 pm

    Mi spiace contraddirti… ma lo spermatozoo non ha le caratteristiche della vita, prima fra tutti la capacità di riprodursi in modo autonomo… non può essere considerato essere vivente più di un virus…

    Dai fa niente…. non volevo disturbarti… mi associo ai complimenti di vaal per le tue pagine, sicuramente interessanti e spunto di riflessione ;)

  9. 9 emmyfinegold Gennaio 17, 2008 alle 5:19 pm

    Riccardo anche i batteri si riproducono autonomamente e gli insetti ecc potremmo andare avanti ma probabilmente rimarremmo sulle nostre posizioni. Il punto è che rendere illegale l’aborto produce gli effetti drammatici che l’anziano ginecologo ricorda, ognuno deve essere libero di agire secondo la propria coscienza. Impedire la ricerca sulle staminali impedisce di salvare in un futuro spero non lontano milioni di individui.
    Fortunatamente questo succede solo in Italia, perchè nel resto del mondo la ricerca va avanti.
    Grazie dei complimenti, non mi disturbi affatto è sempre interessante ascoltare opinioni diverse.

  10. 10 Andrea Gennaio 31, 2008 alle 1:02 pm

    …il problema credo stia nel fatto che un ovulo ed uno spermatozoo non rappresentano una vita umana, mentre l’ovulo fecondato sì. un ovulo ed uno spermatozoo, da soli, possiedono la metà del corredo genetico necessario per da vita ad un essere umano; l’ovulo fecondato invece inizia da subito a divenire vita umana.
    E’ vero, una volta una grande quantità di donne affrontava l’aborto clandestino… ma oggi? Nel rapporto del Ministero della Salute sull’IVG del 2003, si diceva che dai primi anni ‘80 gli aborti clandestini, all’epoca circa 100.000 l’anno, erano calati dell’80%… Ora, la matematica certo non è il mio forte, ma questo dovrebbe significare che ora dovrebbero essere circa 20.000 l’anno… Considerato che nel 2003 gli aborti sono stati 132.178 mentre nel 1982 erano 234.801, dovrebbe significare che nel 1982 gli aborti clandestini erano il 29% circa del totale, mentre nel 2003 erano il 13% circa del totale. Da un aborto clandestino su tre ad un aborto clandestino su sei. In 20 anni siamo appena riusciti a dimezzare o poco più la percentuale di aborti clandestini… si può dire che sia stato un gran successo? Personalmente vedo la 194 come un farmaco topico, la risposta ad un sintomo e non la cura del male. Una magiore campagna di sensibilizzazione, l’eduzazione sesuale nelle scuole, un aiuto REALE a quelle madri che desiderano tenere il bimbo ma si sentono “obbligate” da motivi sociali-economici-vari-ed-eventuali ad abortire… questo sì renderebbe l’aborto una strada molto meno percorsa.
    Riguardo alla ricerca sulle staminali… Molto si è detto sulle staminali embrionali. Da… “quasi addetto ai lavori”, a volte temo siano presentatedai media come facevano qualche anno fa per la teriapia genica: una sorta di panacea contro tutti i mali. Ma il loro studio non è l’unica via possibile per la scienza. Per quel che ne sappiamo ora, le staminali embrionali non rappresentano un campo di ricerca più promettente rispetto alle staminali adulte, le quali oltre ad aver ad oggi dato risultati lusinghieri hanno il vantaggio di sollevare molte meno questioni etiche.
    Saluti!

  11. 11 emmyfinegold Gennaio 31, 2008 alle 3:23 pm

    I dati che riporti mi sembrano strani. In ogni caso siamo l’unico paese al mondo che sta bloccando la ricerca sulle staminali embrionali. Forse sarebbe il caso di riflettere sulla cosa.

  12. 12 Andrea Gennaio 31, 2008 alle 6:04 pm

    ciao,
    i dati del 2005 li puoi trovare qui:
    http://www.ministerosalute.it/imgs/C_17_pubblicazioni_679_ulterioriallegati_ulterioreallegato_0_alleg.pdf
    comprende anche una panoramica dei dati dall’82 al 2005.
    riguardo all’aborto clandestino, il documento del 2005 non ne parla, mentre nel suo omologo del 2003 si accennava a quanto dicevo sopra.
    però dati simili li ho trovati or ora in questo sito:
    http://www.senzasoste.it/corpi-potere/esiste-ancora-in-italia-laborto-clandestino.html
    da cui cito testualmente:
    “Il sottosegretario si riferisce a quelli legali, secondo il ginecologo Silvio Viale del Sant’Anna di Torino: «La 194 ha ridotto dell’80% gli aborti clandestini che nel 1982 erano circa 130 mila». Una pratica non debellata, dunque, e anzi a quanto pare perfino un po’ in ripresa negli ultimi anni soprattutto tra le donne immigrate.”
    riguardo alla ricerca… che dire? siamo il paese europeo che non ha voluto legalizzarne l’impiego in ricerca, preferendo nei fatti lo studio delle staminali adulte. follia? posizioni ideologiche inamovibili ed inaccettabili? Mi si dovrebbe spiegare perchè la ricerca sulle staminali adulte dovrebbe essere meno valida di quella sulle staminali embrionali. E quanto giochino, in questo caso, i brevetti, lo possiamo solo immaginare…infatti lo studio sulle embrionali riceve maggiori sovvenzioni e “spinte” anche perchè si spera di poterne ottenere brevetti fruibili in quantità maggiore rispetto alle adulte.
    in questa pagina dell’università di bologna se ne accenna meglio:
    http://www.magazine.unibo.it/Magazine/Attualita/2006/03/27/ventura.htm
    mi scuso per i link, ma non so bene come indicarteli in altro modo! A presto!

  13. 13 emmyfinegold Gennaio 31, 2008 alle 6:57 pm

    Se tutti quegli aborti o anche solo una parte fossero stati fatti illegalmente avremmo un numero di donne morte molto alto. Mi sembra che la legge sull’aborto sia una buona legge per un paese civile perchè evita appunto queste morti. Poi se vogliamo tornare al medioevo è un altro discorso. La ricerca sulle staminali dell’adulto se fosse più agevole stai sicuro che verrebbe effettuata in tutto il mondo. I risultati purtroppo non sono così immediati perchè la ricerca richiede tempi lunghi.

  14. 14 Andrea Gennaio 31, 2008 alle 7:39 pm

    ciao,

    lo ripeto, erano i dati ufficiali del 2003 del ministero della sanità. tu stai però dando per scontato che ci si rivolga ancora alla “mammana”, che ti sventrava… ora invece l’aborto clandestino è per lo più farmacologico, e il tasso di mortalità tra le donne che lo praticano è notevolmente inferiore, anche se di danni possono essercene comunque.
    Resta il fatto, incontestabile, che dopo vent’anni almeno 15.000-20.000 donne l’anno ricorrono ancora alla clandestinità; quasi un aborto su sei. Per una legge nata per cancellare l’aborto clandestino… direi che in vent’anni si poteva fare di meglio, non credi? continuo a credere che la 194 sia una legge che cura il sintomo e non le cause; per quelle serve un intervento strutturale molto più impegnativo. Senza contare che, proprio per non restare fermi a trent’anni fa in un campo comne questo fatto di continue scoperte, si potrebbe SERENAMENTE cercare di vedere se, alla luce di tre decadi di studi biologici e miglioramenti della scienza medica, non ci possano essere dei punti della legge sensibili a subire delle modifiche.
    per la ricerca… non c’entra purtroppo solo la potenzialità degli sviluppi: il fattore economico e l’interesse delle industrie farmaceutiche manovrano e di parecchio il movimento dei fondi destinati alla ricerca. ciò che promette di essere una maggiore macchina da soldi viene promossa in maniera molto più pesante, anche se ha dimostrato la stessa efficacia di altre vie. e certo, la ricerca richiede tempi lunghi… ma questo vale tanto per le embrionali quanto per le adulte! Le staminali adulte e quelle embrionali sono differenti, e differenti sono i traguardi che ci si può azzardare ad aspettarsi da esse. Resta il fatto che la staminali embrionali stanno però venendo propagandate quasi come una panacea capace di guarire tutti i mali, quando rappresentano un campo di ricerca, e per ora nulla di più, al pari delle adulte. non sto dicendo, sia chiaro, che gli studi sulle embrionali non potrebbero dare dei risultati lusinghieri; sto solo dicendo che risultati paragonabili potrebbero essere ottenuti in altri modi e comportare nel contempo minori p’roblematiche di carattere etico.

  15. 15 emmyfinegold Gennaio 31, 2008 alle 8:05 pm

    Sicuramente bisognerebbe aumentare l’accessibilità alle strutture sanitarie per gli extracomunitari è questo un grosso problema. Quanto alla ricerca sulle staminali hai le idee un po’ confuse. Le potenzialità sono enormi, documentati meglio.

  16. 16 Andrea Gennaio 31, 2008 alle 8:23 pm

    …vediamo. mi sto laureando sulle staminali cardiache animali. credimi, penso di aver chiare le potenzialità di queste cellule. forse mi sono spiegato male: ho detto sopra che non dubito della potenzialità delle embrionali, ma sono conscio che l’interesse su di loro non si basa solo sulle opportunità mediche che prospettano, ma anche sugli interessi economici che esse generano. e che gli studi sulle staminali adulte sono bene avviati (anche se assai meno propagandati!) in tutto il mondo.
    ciao!

  17. 17 emmyfinegold Gennaio 31, 2008 alle 8:43 pm

    Ci sono interessi fortissimi sulle staminali, sui farmaci e sulle biotecnologie in genere. Per questo è importante mantenere la ricerca libera da qualsiasi condizionamento ideologico, economico. La scienza deve essere libera per poter progredire. E’ difficile in America per le pressioni delle multinazionali, in Italia per le pressioni del Vaticano semplificando grossolanamente. Complimenti per l’argomento che hai scelto è molto interessante!


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