Complessità Suprema

Mi ha sempre affascinato la teoria della complessità. La geometria frattale è stata una scoperta stupefacente. Notevole è anche la teoria di Gaia ovvero l’ipotesi della terra come organismo vivente dotato di organi che si autoregola mantenendo il proprio equilibrio, così come avviene nell’organismo umano. Il brano che ho trascritto, tratto da “Shantaram” di Gregory Roberts, è una sintesi estremamente semplificata, ma che fornisce una visione molto chiara e arriva a conclusioni affascinanti.

“La storia dell’universo è una storia di movimento. L’universo che conosciamo. questa è solo una delle sue tante vite, cominciò con una espansione così rapida e smisurata che possiamo parlarne, ma ci è impossibile capirla, o anche solo immaginarla. Gli scienziati la chiamano Big Bang, ma non fu un’esplosione paragonabile a quella di una bomba. Nei primi istanti dopo quella gigantesca esplosione, nelle prime infinitesimali frazioni di secondo, l’universo era come una ricca zuppa fatta di ingredienti semplici. Talmente semplici da non essere ancora atomi. Mentre l’universo si espandeva e si raffreddava, quei piccoli elementi si unirono e formarono particelle. Poi le particelle formarono i primi atomi. Poi gli atomi costituirono le molecole. Poi le molecole si unirono e crearono le prime stelle. Le stelle seguirono il loro ciclo, ed esplosero producendo una pioggia di nuovi atomi. I nuovi atomi si unirono e formarono altre stelle e pianeti. La materia di cui siamo fatti proviene da quelle stelle morenti. Siamo fatti di stelle.

L’universo ha una sua natura. La natura dell’universo è di combinare, costruire, creare strutture via via più complesse. Agisce sempre in questo modo. Se le circostanze sono favorevoli, particelle di materia si uniranno per creare aggregati più complessi. Questa caratteristica del nostro universo La scienza la chiama “tendenza alla complessità.

L’universo è partito da una semplicità quasi assoluta, e per quasi quindici miliardi di anni è diventato sempre più complesso. Fra un miliardo di anni sarà più complesso di come lo conosciamo ora. Fra cinque, dieci miliardi di anni…sarà sempre più complesso. L’universo progredisce verso una complessità assoluta. Procede verso qualcosa . Può darsi che noi non esisteremo. Può darsi che nella complessità assoluta non esisteranno più un atomo d’idrogeno, una foglia,, un essere umano, un pianeta. Tuttavia ci stiamo muovendo in quella direzione… tutto nell’universo procede verso quella meta. E quella complessità suprema, la meta verso cui è diretto, è ciò che ho scelto di chiamare Dio. Se non ti piace questa parola, Dio, chiamala “Complessità Suprema”. In ogni caso qualsiasi nome tu decida di usare. l’intero universo procede verso quella meta.”

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