La chiusura dei manicomi

La nave dei folli di Sebastian Brant scritto nel 1494, prende spunto dalla consuetudine di caricare i malati di mente su una nave che poi veniva mandata al largo. I matti hanno sempre fatto paura, per secoli sono stati chiusi nei manicomi, considerati peccatori e fino a non molto tempo fa si legavano ai letti, si praticava la lobotomia ovvero l’asportazione di una parte dell’encefalo che li riduceva a vegetali, lo shock insulinico, l’elettroschock. Ciò che non si capisce fa paura, terrorizza e si costruiscono muri.

Franco Basaglia originario di Venezia ha dato il nome alla legge 180 che ha sancito la chiusura dei manicomi in Italia nel 1978. Psichiatria noto a livello internazionale, il centro di Trieste da lui fondato (trasformando il manicomio di cui era direttore) è stato centro di riferimento per l’OMS, in esso vengono avviati laboratori di pittura e teatro, il malato è una persona da curare e reinserire nella società e per questo è necessaria una comunità terapeutica. Legato al movimento dell’antipsichiatria di cui facevano parte tra gli altri Cooper e Laing, per lui il malato mentale non è più un individuo pericoloso, ma una persona che deve mantenere i rapporti sociali e lavorativi, deve essere sostenuto da una rete terapeutica che si avvalga della psicoterapia, della terapia familiare e del coinvolgimento sociale.

Fortunatamente ci sono molti casi di guarigione di malati che un tempo sarebbero finiti sulla nave dei folli per un viaggio senza ritorno. Si sa ancora troppo poco della malattia mentale, la ricerca continua. L’importante è non costruire muri di ignoranza e paura.

Purtroppo le strutture previste dalla legge 180 sono state attuate male e mal distribuite, come al solito in Italia ci sono centri all’avanguardia oppure il deserto. Spesso ottimi medici sono costretti a lavorare in condizioni da terzo mondo (i soldi vengono usati per pagare la pletora di amministrativi che sonnecchia nei vari uffici).

7 Risposte a “La chiusura dei manicomi”


  1. 1 zakunin Giugno 27, 2008 alle 10:34 am

    Lavorando come operatore a trieste posso dirti che pure nei così detti “centri di eccellenza” le voragini di stupidità e spreco istituzionale sono enormi…

  2. 2 Emmyfinegold Giugno 29, 2008 alle 1:34 pm

    Già, in Italia è sempre tutto molto difficile

  3. 3 giovanni Settembre 29, 2008 alle 2:24 pm

    io ho un fratello malato di mente mi a ferito pure con un coltello
    non ho fatto la denuncia per non farlo andare in carcere ma non deve
    essere in atamatico un intervento preventivo non
    lasciando in balia del vento le proprie famiglie fortunatamente la ferita e stata alla mano.

  4. 4 emmyfinegold Settembre 29, 2008 alle 5:15 pm

    Ti capisco, la legge è ottima, il problema è che non è stata attuata come era stato previsto. Gli scellerati delle amministrazioni nazionali e locali sostenuti dai loro politici non hanno attuato una serie di servizi sul territorio importantissimi per la cura e la riabilitazione del malato di mente. La realtà è che le famiglie sono abbandonate a loro stesse e difficilmente riescono a gestire una persona con gravi problemi psichici, a parte le famiglie molto ricche che possono usufruire di strutture private.

  5. 5 masha Ottobre 6, 2008 alle 4:36 pm

    vorrei avere delle ricerche selle chiusure dei manicomi grazie ciao

  6. 7 christian brogi Ottobre 17, 2008 alle 11:33 am

    Appuntamento con Maria Rosaria d’Oronzo e Giorgio Antonucci a Siena il 28 ottobre 2008, proiezioni film e monologo teatrale,dibattito,buffet,
    maggiori info sul sito:
    http://www.nopsichiatria.com
    Grazie.


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