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La sciura Carfagna mi stimola

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Dopo aver letto l’ottimo articolo di Galatea mi è tornata la voglia di scrivere. L’altro giorno mi è capitato di vedere una intervista della sciura Carfagna, esilarante è dir poco, la sciura in questione è diventata ministro dopo due anni di lavoro come deputato, prima di fare il deputato faceva la ballerina in televisione. Ora uno si dovrebbe aspettare una intelligenza così acuta da giustificare una carriera così fenomenale, macchè la sciura che ha un eloquio decisamente debole ha esordito che i suoi valori sono dio, patria e famiglia (testuali parole), mamma e papa e ha promesso che svolgerà i compitini in modo tale da meritare un dieci e lode. Pensieri così moderni e sofisticati era da tempo che non li sentivo. Devo dire che Berlusconi è un grande in sostanza ha messo questa poveretta a capo di un ministero che non serve a niente, così grossi danni non ne può fare, tanto paghiamo noi.

Ormai in Italia per sentire parlare una donna femminile e non una parodia possiamo solo ascoltare una centenaria.

Denari

Mi è capitato di vedere un reparto di chirurgia di alta specializzazione. I medici sono molto bravi, il direttore viene in ospedale anche quando è in vacanza. Purtroppo in questo reparto, in cui lavorano persone bravissime dal direttore all’infermiera più giovane, mancano i letti di rianimazione post-chirurgica e qualche volta interventi urgenti, ad esempio per la presenza di un tumore che può sfuggire al controllo da un momento all’altro, rischiano di essere ritardati a volte per settimane. Per ingrandire il reparto di rianimazione potrebbero bastare diciamo 1 milione di euro. Ho letto recentemente che il ministro Carfagna ha stanziato 1 milione di euro per costruire un posto giochi per il reparto di pediatria di non so dove, sicuramente utile per migliorare la qualità dell’assistenza ospedaliera ma certamente non un provvedimento salvavita e nemmeno urgente. Vediamo 1 milione di euro stanziati a caso più lo stipendio del ministro per cinque anni, fanno 2 milioni di euro. Se ne potrebbero fare di cose con quei denari.

Il fantastico curriculum della sciura Carfagna

CURRICULUM

La sua prima comparsa sul piccolo schermo risale al 1990 quando partecipa come prima ballerina al programma La notte del Mito trasmesso dalla Rai. Sempre in Rai entra a far parte del corpo di ballo della trasmissione I cervelloni (1996) ; l’anno seguente nel programma Isole e dintorni è ospite come cantante e ballerina. Il 1997 è l’anno che sicuramente segna la carriera di Mara Carfagna : partecipa a Miss Italia classificandosi sesta, a Vota la Voce e a Domenica In. Nel settembre del 98 è nuovamente alle prese con il concorso di bellezza Miss Italia 1998, questa volta non come concorrente, ma come presentatrice al fianco di Fabrizio Frizzi. Dal 2000 affianca Davide Mengacci nella trasmissione La domenica del villaggio.

Io trovo che dare (con i nostri soldi) uno stipendio considerevole più benefit a un individuo con un curriculum così sia quantomeno grottesco

Pari opportunità

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Il ministro delle pari opportunità qui sopra ritratta in mutande ha un curriculum decisamente patetico. Partecipazione a Miss Italia che è quel concorso dove un certo numero femmine di razza umana vengono fatte sfilare in mutande con un numerino appiccicato e una giuria composta in questo caso non da allevatori di vacche ma da impresari e simili che giudicano la bellezza delle vacche pardon delle femmine umane. Seguono partecipazioni a show televisivi e altre amenità del genere. Ha iniziato a fare politica nel 2004 nella regione Campania, una carriera lampo. Naturalmente non deciderà un bel niente ma sarà solo un burattino riconoscente, la solita femmina che deve solo sorridere. Anni di battaglie per la dignità delle donne vengono azzerati dalla femmina belloccia e ubbidiente, per giunta ministro delle pari opportunità, una beffa. Io non vedo alcuna differenza tra la donna in mutande e la donna con il chador entrambe non sono libere, sono sottomesse al potere maschile che le vuole in mutande in un caso o con il chador in un altro, in tutti e due i casi i parametri di giudizio dipendono unicamente dal genere e non dalle reali qualità dell’individuo. Alcuni maschi maschilisti, contenti di pagare profumatamente una nullità, sostengono che le donne che la criticano sono invidiose, siamo ancora alle liti tra donne a colpi di sculettate, che tristezza. Meno male che il parlamento non rispecchia tutto il paese, la società è molto più evoluta specialmente in Europa, altrimenti tra un po’ ci ritroveremmo tutte con un bel fazzoletto sulla testa.

“Il femminismo ha fatto credere alle donne che la libertà dipendesse dall’indipendenza, dall’autonomia. Invece dipende innanzitutto dalla disciplina, dalle regole” Ma che c…o vuol dire? Nel 2006 si schiera contro le quote rosa sostenute dalla Prestigiacomo “io sono l’esempio che non servono” Sono d’accordo in Italia è meglio lasciar perdere, tra show girl, ballerine, mogli, amanti e quant’altro il parlamento diventerebbe un pollaio.

La foto, corredata da un ottimo post, l’ho trovata qui