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Il Papa le prende

Il Papa le prende. Naturalmente non in Italia, perchè qui non si può. Le prende sul New York Times, sul Wall Street Journal, ecc.

Alla fine non è stato ricevuto

Il Dalai lama è ripartito, non è stato ricevuto dal Papa e nemmeno dal governo. Il Dalai Lama è in esilio da 48 anni, ha dovuto lasciare il paese per colpa dell’invasione cinese. Attualmente nei monasteri buddisti in Tibet vengono svolti indottrinamenti politici che comprendono la critica del Dalai Lama, le persone non possono tenere un buddha in casa, qualsiasi manifestazione di protesta viene repressa con la violenza e gli arresti e le torture sono all’ordine del giorno.

Il Papa ha milioni di fedeli che si proclamano giusti e saggi, poichè la religione cristiana si dichiara detentrice della norma morale proveniente da Dio. Pertanto il dovere primario del Papa dovrebbe essere quello dell’agire secondo una morale irreprensibile proprio perchè a imitazione di Dio. Dio, nell’immaginario collettivo e popolare, viene descritto come essere giusto e cristallino e il Papa si ammanta di queste qualità per convincere i fedeli della propria forza. Rifiutando di ricevere il Dalai Lama egli si è schierato con uno stato ingiusto e amorale, quindi la sua moralità diventa di conseguenza dubbia. La giustificazione è stata che in questo modo si mantiene una apertura con lo stato in questione, la vecchia storia del fine che giustifica i mezzi.

Il Governo invoca l’etica laica, ovvero l’insieme di criteri che definiscono i comportamenti buoni, giusti e moralmente leciti. Mi correggo in Italia non esiste una etica laica, ma tutti i governi di destra e di sinistra strizzano l’occhio alla Chiesa, ma questo è un altro discorso. Ad ogni modo, non ricevere il Dalai Lama ha significato accettare una imposizione da uno stato che non rispetta i diritti umani, dove la dignità della persona viene calpestata quotidianamente. Mi terrorizza sapere che uno stato dittatoriale possa decidere il comportamento di chi è al governo nel paese in cui vivo. Uno stato in cui esistono i campi di “rieducazione” dove i detenuti vengono sottoposti a torture fisiche e psicologiche a volte fino alla morte, dove vengono fatti lavorare come schiavi e le merci prodotte vengono vendute sui mercati internazionali, dove c’è la censura, dove vengono eseguite migliaia di condanne a morte all’anno.

Lo riceviamo o no?

Sembra che siano finite le polemiche sul degno ricevimento del Dalai Lama, massima autorità religiosa buddista e ora capo del governo tibetano in esilio. Il Dalai Lama verrà ricevuto alla Camera da vari rappresentanti di stato e a Milano dal governatore, il sindaco, ecc. E’ surreale che ci siano stati tutti questi ripensamenti per via dell’opposizione della Cina. Stiamo parlando di uno stato dittatoriale che ha ucciso 1.200.000 tibetani, ne ha messi in carcere molti e altri sono in esilio. Il vaticano rifiuta di riceverlo in cambio di una distensione con Pechino, approvando implicitamente la logica dello sterminio di massa, la tortura e la pena di morte.