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Ervin Laszlo

Ieri ho sentito parlare Ervin Laszlo a un congresso e mi ha colpito. Laszlo è un filosofo della scienza, ha scritto parecchi libri e sostiene che l’evoluzione della coscienza è troppo lenta per stare al passo con l’evoluzione tecnologica e economica. Cita Einstein quando dice che non possiamo raggiungere la prossima tappa della nostra evoluzione se non cambiamo il nostro modo di sentire e di agire. Ha insegnato in varie università del mondo, ha fondato il Club di Budapest dove si elabora una nuova etica per un mondo sostenibile.

Abbiamo bisogno di una percezione del mondo e di noi stessi integrata. Il compito epocale che ci aspetta e di fare evolvere modi di vivere e di agire che siano appropriati all’era delle informazioni diffuse globalmente, nella quale siamo tutti proiettati. Questi, a loro volta, dipendono da corrispondenti nuovi modi di pensare. E non solo modi di pensare, perché non siamo solamente creature razionali. Essi dipendono anche dai sentimenti e dalle intuizioni, dai modi di percepire noi e gli altri. Non possiamo ritornare a quelli del passato: un essere umano si definisce nelle relazioni con la natura e con la società contemporanea. La società, la natura stessa si evolvono, cambiano e si trasformano. Dobbiamo riscoprire la nostra umanità, la nostra identità e il nostro ruolo.
Nella visione che comincia a emergere dalle nuove tendenze della fisica, la massa è una struttura condensata di energia del vuoto, anziché un elemento fondamentale dell’universo. (pag. 102)
……Alla luce di questi altri sviluppi correlati, è ragionevole considerare la materia come un prodotto del campo di punto zero del vuoto quantico. Nella visione che emerge dalle nuove frontiere drella scienza, la realtà fisica è non-materiale : non esiste una “materia assoluta”, ma solo un campo di energia virtuale che genera materia.

Neuroni

Possiamo considerare il cervello come formato da tre strati che costituiscono tre gusci concentrici, i quali, partendo dal centro più interno, si sviluppano verso l’esterno: queste strutture, oltre a determinare funzioni via via più complesse e di livello più elevato, rappresentano anche la storia evolutiva delle specie animali più vicine all’uomo, l’albero filogenetico che dai cordati più primitivi ha portato fino all’uomo.

Secondo MacLean il cervello è diviso in tre parti:
-rettiliano del tronco encefalico, caratteristico dei rettili, che determina territorialità, predazione e fuga, raccolta e consumo di cibo, riproduzione, pattern di sonno e veglia e responsabile dei processi dell’autoconservazione,
-dal sistema limbico caratteristico dei mammiferi, si ha la comparsa del livello sociale, responsabile della formazione dei gruppi e dei legami, cura della prole, sistemi motivazionali e processi emotivi,
-della corteccia che nell’uomo raggiunge le massime dimensioni e la massima complessità avendo egli un indice di encefalizzazione di 28 contro 11 dei primati responsabile del livello cognitivo superiore, esplorazione interna, immaginazione ed astrazione, ricerca di significato, formazione di strutture compatte e coerenti e dei processi del pensiero.

E’ stupefacente il grado di complessità che ha raggiunto il cervello umano, com’è raffinato e sofisticato. Chissà come potrebbe diventare l’uomo tra due milioni di anni, se non si suicida prima.

Cell + tutor

Caminadella, scusa, ho trovato il filmato con la spiegazione. La sfera è una vescicola che prende parte alla sintesi proteica nell’apparato del Golgi. Carina eh!

Cellula

Bravi ad Harward, questo filmato è bellissimo. Si vede la sintesi proteica, la polimerizzazione, le citochine, un mitocondrio, ecc. E’ stupefacente la perfezione e la complessità di una cellula e ancora c’è molto da capire, si scoprono sempre nuove molecole, nuovi sistemi e sottosistemi e famiglie di molecole che inibiscono, stimolano, regolano. E’ incredibile, la raffinatezza e la complessità che è stata raggiunta in milioni di anni.