
Ieri ho sentito parlare Ervin Laszlo a un congresso e mi ha colpito. Laszlo è un filosofo della scienza, ha scritto parecchi libri e sostiene che l’evoluzione della coscienza è troppo lenta per stare al passo con l’evoluzione tecnologica e economica. Cita Einstein quando dice che non possiamo raggiungere la prossima tappa della nostra evoluzione se non cambiamo il nostro modo di sentire e di agire. Ha insegnato in varie università del mondo, ha fondato il Club di Budapest dove si elabora una nuova etica per un mondo sostenibile.
Abbiamo bisogno di una percezione del mondo e di noi stessi integrata. Il compito epocale che ci aspetta e di fare evolvere modi di vivere e di agire che siano appropriati all’era delle informazioni diffuse globalmente, nella quale siamo tutti proiettati. Questi, a loro volta, dipendono da corrispondenti nuovi modi di pensare. E non solo modi di pensare, perché non siamo solamente creature razionali. Essi dipendono anche dai sentimenti e dalle intuizioni, dai modi di percepire noi e gli altri. Non possiamo ritornare a quelli del passato: un essere umano si definisce nelle relazioni con la natura e con la società contemporanea. La società, la natura stessa si evolvono, cambiano e si trasformano. Dobbiamo riscoprire la nostra umanità, la nostra identità e il nostro ruolo.
Nella visione che comincia a emergere dalle nuove tendenze della fisica, la massa è una struttura condensata di energia del vuoto, anziché un elemento fondamentale dell’universo. (pag. 102)
……Alla luce di questi altri sviluppi correlati, è ragionevole considerare la materia come un prodotto del campo di punto zero del vuoto quantico. Nella visione che emerge dalle nuove frontiere drella scienza, la realtà fisica è non-materiale : non esiste una “materia assoluta”, ma solo un campo di energia virtuale che genera materia.





