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Mutilazioni Genitali Femminili

Secondo l’OMS nel mondo ci sono 100-140 milioni di bambine che vivono con le conseguenze delle MGF Mutilazioni Genitali Femminili.Ogni anno 3 milioni di bambine vengono sottoposte alle mutilazioni genitali

L’OMS ha recentemente classificato le MGF in quattro tipi:

1) Clitoridectomia parziale o totale e raramente asportazione del prepuzio

2) Escissione: rimozione parziale o totale del clitoride e delle piccole labbra con o senza escissione delle grandi labbra.

3 )Infibulazione: restringimento dell’ostio vaginale e creazione di un orifizio coperto mediante cucitura con riposizionamento delle grandi e piccole labbra, con o senza rimozione del clitoride

4) Altre: tutte le procedure non eseguite per motivi medici: tagli e cauterizzazioni dei genitali, piercing, incisioni, ecc.

Le complicanze precoci e tardive di queste procedure eseguite spesso senza alcuna sterilità sono devastanti. Emorragie massive, infezioni, ascessi, disuria, dispareunia, ritenzione o incontinenza urinaria, fistole e impossibilità di provare piacere durante l’atto sessuale.

Tibet

La colonna sonora di Sakamoto è bellissima.

Tibet

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L’occupazione cinese in Tibet è costata 1.200.000 morti, direi che arriviamo a cifre da genocidio hitleriano. Un po’ di storia aiuta a capire meglio la situazione attuale.

Il Tibet, inteso come nazione, nasce nel 173 a.C nei secoli si succedono vari re finchè nel 660 d.C il re Songsten introduce il buddismo. Da allora poche famiglie aristocratiche associate a una determinata scuola buddista detengono il potere. Nel XIII secolo il Tibet viene invaso dai mongoli, ma mantiene una certa autonomia, al governo si succedono vari Lama. Nel 1578 viene nominato il primo Dalai Lama, che significa Oceano di Saggezza, che riesce a unificare tutte le fazioni feudali. Successivamente vari Dalai Lama si succedono al potere in quella che è una teocrazia con una organizzazione simile a quella dell’Europa medievale con i servi della gleba. Nel 1907 la Cina occupa il Tibet, viene successivamente sconfitta, ma la situazione politica rimane instabile. Nel 1950 i cinesi di Mao occupano il Tibet e da lì inizia il massacro con uccisioni, torture, campi di concentramento, profughi. Nel 1965 il Tibet diventa una regione autonoma della Repubblica Popolare Cinese.

Organizzare le Olimpiadi in una nazione che non rispetta i diritti umani e attualmente è in guerra vuol dire accettare il genocidio, la logica della violenza. Significa mostrarsi codardi e legittimare l’arroganza di una nazione che fonda la propria potenza economica sullo sfruttamento delle persone e sulla sistematica violazione dei diritti umani. La cosa preoccupante in tutto questo è il quasi silenzio delle organizzazioni internazionali, che non si sa bene a cosa servono, e la mancata presa di posizione di tutti i paesi a parte qualche discorso ripetuto ma nessuna azione conseguente. Alla fine (dopo qualche massacro) ha parlato anche il Papa con un discorsetto sull’odio che formulato dal rappresentante di una religione che per secoli ha perseguitato ebrei e non cattolici è piuttosto imbarazzante.

Intanto ad Olimpia è stata accesa la fiaccola olimpica. Una teodofora tailandese, un’ecologista, si è ritirata. Spero che ci siano altre defezioni e che queste Olimpiadi vengano boicottate il più possibile finchè non si arrivi alla soluzione del genocidio tibetano e all’applicazione delle leggi sui diritti umani in Cina.

Qui è possibile firmare una petizione a sostegno del Tibet

Numeri

Questo l’ho visto sul blog di Wolly che l’ha preso sul blog Pandemia. I numeri sono sempre molto utili per capire e per spiegare.

Infibulazione

Condanna a morte per omosessualità

Leggo su Non contro ma per che in Iran due ragazzi di 18 e 19 anni sono stati arrestati con l’accusa di omosessualità e rischiano la condanna a morte. Una organizzazione per la difesa dei diritti umani Everyone ha organizzato una petizione per fermare l’omicidio. Io non ho parole.

Externalized costs

Carino questo video visto nel blog di Pandemia. Il film correlato che si può scaricare è fatto molto bene.

Il Papa le prende

Il Papa le prende. Naturalmente non in Italia, perchè qui non si può. Le prende sul New York Times, sul Wall Street Journal, ecc.

AGAIN WOMEN’S RIGHTS

E’ deprimente vedere quanto ancora il genere femminile sia vessato in tutto il mondo, quanto ancora resista l’assurda e illogica idea della superiorità di genere: come se l’intelligenza risiedesse nei testicoli o nel pene. Da noi è meno evidente (a parte i casi eclatanti che non sono pochi), ma permane un maschilismo strisciante, spesso una femmina deve lavorare il doppio per arrivare al vertice, spesso un maschio si permette atteggiamenti nei confronti di una femmina che non si sognerebbe con un altro maschio. Fortunatamente le cose sono cambiate rispetto a diciamo cento anni fa, ma ci vorrà ancora qualche generazione prima che tutti diano per scontata l’assoluta parità. E finalmente non dovremo più sentire le idiozie maschiliste. Purtroppo nel mondo più povero il problema rimane drammatico, chissà ancora per quanto.

Alla fine non è stato ricevuto

Il Dalai lama è ripartito, non è stato ricevuto dal Papa e nemmeno dal governo. Il Dalai Lama è in esilio da 48 anni, ha dovuto lasciare il paese per colpa dell’invasione cinese. Attualmente nei monasteri buddisti in Tibet vengono svolti indottrinamenti politici che comprendono la critica del Dalai Lama, le persone non possono tenere un buddha in casa, qualsiasi manifestazione di protesta viene repressa con la violenza e gli arresti e le torture sono all’ordine del giorno.

Il Papa ha milioni di fedeli che si proclamano giusti e saggi, poichè la religione cristiana si dichiara detentrice della norma morale proveniente da Dio. Pertanto il dovere primario del Papa dovrebbe essere quello dell’agire secondo una morale irreprensibile proprio perchè a imitazione di Dio. Dio, nell’immaginario collettivo e popolare, viene descritto come essere giusto e cristallino e il Papa si ammanta di queste qualità per convincere i fedeli della propria forza. Rifiutando di ricevere il Dalai Lama egli si è schierato con uno stato ingiusto e amorale, quindi la sua moralità diventa di conseguenza dubbia. La giustificazione è stata che in questo modo si mantiene una apertura con lo stato in questione, la vecchia storia del fine che giustifica i mezzi.

Il Governo invoca l’etica laica, ovvero l’insieme di criteri che definiscono i comportamenti buoni, giusti e moralmente leciti. Mi correggo in Italia non esiste una etica laica, ma tutti i governi di destra e di sinistra strizzano l’occhio alla Chiesa, ma questo è un altro discorso. Ad ogni modo, non ricevere il Dalai Lama ha significato accettare una imposizione da uno stato che non rispetta i diritti umani, dove la dignità della persona viene calpestata quotidianamente. Mi terrorizza sapere che uno stato dittatoriale possa decidere il comportamento di chi è al governo nel paese in cui vivo. Uno stato in cui esistono i campi di “rieducazione” dove i detenuti vengono sottoposti a torture fisiche e psicologiche a volte fino alla morte, dove vengono fatti lavorare come schiavi e le merci prodotte vengono vendute sui mercati internazionali, dove c’è la censura, dove vengono eseguite migliaia di condanne a morte all’anno.

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