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Testamento biologico

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Credo che copierò questo scritto, è sintetico e non lascia adito a dubbi.
«Io sottoscritto Umberto Veronesi, nato a Milano il 28 novembre 1925, nel pieno delle mie facoltà mentali e in totale libertà di scelta, dispongo quanto segue: in caso di malattia o lesione traumatica cerebrale irreversibile e invalidante chiedo di non essere sottoposto ad alcun trattamento terapeutico o di sostegno (nutrizione e idratazione). Nomino mio rappresentante fiduciario mio figlio Paolo Veronesi. Queste mie volontà dovranno essere assolutamente rispettate dai medici che si prenderanno cura di me. Una copia di queste mie volontà saranno depositate presso lo studio del notaio …, Milano».

Condanna a morte per omosessualità

Leggo su Non contro ma per che in Iran due ragazzi di 18 e 19 anni sono stati arrestati con l’accusa di omosessualità e rischiano la condanna a morte. Una organizzazione per la difesa dei diritti umani Everyone ha organizzato una petizione per fermare l’omicidio. Io non ho parole.

Blastocisti umana clonata

Prendo spunto da un articolo pubblicato su Bioetica. Alcuni ricercatori californiani e di Detroit sono riusciti a produrre un embrione partendo da un ovocita e da una cellula cutanea, era ormai certo che sarebbe stato possibile. Con le cellule staminali così prodotte sarà possibile ricostruire i tessuti danneggiati di tutti gli organi, sarà possibile donare la sopravvivenza a diabetici, infartuati, tetraplegici ecc. Niente più trapianti, interventi drammatici per il paziente con terapie immunosoppressive pesantissime e con sopravvivenza assai scarsa, niente più traffico illegale di organi. Le potenzialità delle cellule staminali sono impressionanti, sarà possibile salvare milioni di persone. Non ci sarà più la Valle dei senza reni

Aborto

Leggo sul Corriere l’intervista al Primario di Ginecologia del San Carlo di Milano, Mario Buscaglia un ginecologo che esegue aborti dall’entrata in funzione della legge 194 e che continua a eseguirli (due medici su tre sono obiettori) anche se potrebbe tranquillamente lasciare ai più giovani l’esecuzione di un intervento tecnicamente molto semplice.  «Davanti agli scrupoli di coscienza torno agli Anni ‘70, quando l’aborto clandestino era la terza causa di morte» . «Dagli aborti con la pinza ad anelli a quelli con il metodo karman, ogni volta è stato un dramma interiore. E lo è ancora, anche e soprattutto, perché tra i giovani medici milanesi cresce il rifiuto di eseguire le interruzioni di gravidanza — racconta Buscaglia —. Ma davanti agli scrupoli di coscienza la mia testa ritorna sempre indietro agli Anni Settanta. Alle immagini delle donne che arrivavano in ospedale con l’intestino estirpato dalle mammane durante gli interventi clandestini. Ogni volta ritrovo la forza per andare avanti» dopo la morte dei ginecologi Giorgio Pardi e Umberto Nicolini, entrambi scomparsi di recente, il medico è considerato l’ultimo testimone della storica battaglia a difesa della libertà di scelta delle donne.